| Gli
articoli che scelgo possiedono un collegamento, spesso astratto, con il mio Bianco &
Nero. |
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Guido De Vecchi
Confessioni di un musicista ammalato
di fotografia in bianco e nero
Quando penso alle origini della fotografia ho la sensazione che i protagonisti di questa
invenzione non si accorsero che le loro immagini non erano colorate. Fose l'entusiasmo per
la rivoluzionaria tecnologia, permise ai primi fotografi di rileggere automaticamente il
mondo e di imporre a tutti questa lettura monocromatica delle cose.
Chiunque abbia provato a stampare delle foto in bianco e nero conosce il tuffo al cuore
che si prova al primo annerimento della carta, gli oggetti prendono forma e le superfici
qualit; ancora oggi penso che tutto questo non appartenga alla chimica ma all'alchimia.
Devo confessare che per me "bianco e nero" non significa solo fotografia, ma
anche musica, pi precisamente "spartito". Quando si suona (o si sviluppa) uno
spartito, i segni in esso contenuto si spiegano, lo spazio e il tempo si ridefiniscono in
un gioco di teatro dove la narrazione vive senza l'ausilio delle parole, come la
fotografia di un bianconerista vive senza il colore.

La foto di H.C. Bresson
Hyres, Francia, 1932 |
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